Rebranding Airbnb, il nuovo logo divide l'opinione - Pragmatica

Rebranding Airbnb, il nuovo logo divide l’opinione

Rebranding Airbnb, il nuovo logo divide l’opinione

Rebranding Airbnb, il nuovo logo divide l’opinione

Lo storytelling di AIRBNB

Quando un brand vuole rinnovarsi e si espone pubblicamente, è soggetto sia a critiche negative che a pareri positivi.

Airbnb nacque nel 2007 da un’idea dei fondatori Brian Chesky e Joe Gebbia, i quali dichiarano che il logo e gli altri elementi distintivi dell’azienda creati all’epoca, erano qualcosa di temporaneo e che non aveva richiesto particolare impegno.

Nel 2014 decidono di rilanciare l’immagine del brand ridisegnando il logo dell’azienda. Puntarono su un logo che esprimesse il concetto di “appartenenza ad una comunità” collegando tale concetto all’idea che il soggiorno offerto dall’azienda non è semplicemente “soggiornare” in un appartamento ma deve trasmettere all’utente il concetto del “sentirsi a casa“.

Un’altro aspetto su cui vollero puntare è la creazione di un simbolo semplice che l’utente poteva disegnare e riprodurre ovunque, dal disegnarlo sulla sabbia, al disegnarlo su uno specchio.

Secondo i fondatori il nuovo logo doveva racchiudere diversi concetti: persone, luoghi, amore e la lettera A di Airbnb.

LA CRITICA WEB

La critica che si è mossa sui mezzi di comunicazione è fondata sulla palese somiglianza tra il nuovo logo di Airbnb e quello di Automation Anywhere,

Le critiche sono poi proseguite con la condivisione di interpretazioni personali del nuovo logo, da parodie a versioni “alternative” poco gradevoli.

Nathan Blecharczyk ha replicato alle critiche dicendo: “ridete pure quanto vi pare, una viralità di questo genere sui social può essere considerata fallimentare o di successo?”

La nascita del nuovo logo, in realtà, ha portato la ragione dalla parte dei fondatori, i quali hanno fatto nascere, grazie al logo, nuove idee e visioni ottenendo un’esperienza unica e varia per l’utente.

 

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